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Professionisti D'Impresa
Di Santo Favaro

Lo studio, con sede a Vedelago, Treviso, offre ai clienti un’assistenza completa, grazie ad un team di professionisti qualificati e specializzati. Ogni pratica viene valutata sotto tutti i punti di vista (civile, amministrativo, fiscale), fornendo risposte concrete e approfondite. Crediamo che la qualità e la conoscenza siano il nostro punto di forza, per garantire ai nostri clienti – nel continuo divenire del tempo – la stabilità.

Crediamo che il rinnovamento
garantisca la stabilità.

Ultimi Articoli

  • Sospensione degli ammortamenti

    Le modifiche apportate al DL 104/2020 con la legge di conversione hanno introdotto la possibilità di sospendere le quote di ammortamento nei bilancio 2020.

    I soggetti interessati

    I soggetti che non adottano i principi contabili internazionali.

    La sospensione

    La sospensione si applica per i bilanci relativi all’esercizio in corso alla data di entrata in vigore del DL 104/2020 (15 agosto 2020). Pertanto i bilanci relativi al 2020, anche quelli intermedi, possono usufruire di tale sospensione. Questo, ovviamente in deroga a quanto previsto dall’art. 2426, primo comma n. 2), del c.c., ai sensi del quale “il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa”.

    In caso di sospensione dovrà esserne data indicazione nella nota integrativa indicando le ragioni, l’ammontare della sospensione, il valore della riserva indisponibile e l’impatto di questa scelta sul risultato economico e sulla situazione finanziaria e patrimoniale. Per quanto riguarda i soggetti che redigono il bilancio come micro imprese si ritiene che le stesse – nonostante il ridotto numero di informazioni da indicare in bilancio – debbano dare in ogni caso le indicazione della sospensione, considerato che tali informazioni sono necessarie ai fini della rappresentazione corretta e veritiera del bilancio. La sospensione può essere effettuata anche in parte, non essendo obbligatoria la sospensione del 100% delle quote dell’anno.

    Effetti della sospensione

    Se viene esercitata questa facoltà le quote di ammortamento non imputate nel bilancio 2020 determineranno uno slittamento in avanti – al successivo anno – delle quote di ammortamento non stanziate. In altre parole il piano di ammortamento originario si allunga di un anno.

    Se per esempi un cespite del valore di euro 1.000,00, acquistato nel 2019 ha un aliquota del 20% (cinque anni) la quota di ammortamento è di euro 200,00 euro. Se la stessa viene sospesa solo per il 50%, allora la quota di ammortamento stanziata in bilancio nel 2020 sarà di 100,00 e nel 2021 sarà di 100,00. L’effetto sarà che il piano di ammortamento si concluderà nel 2024 (anziché nel 2023).

    L’ammontare che corrisponde alla quota di ammortamento non effettuata deve essere destinata ad una riserva di utili indisponibile. Qualora gli utili realizzati fossero inferiori, la riserva potrà essere integrata utilizzando altre riserve disponibili. Se non vi fossero le riserve disponibili o non fossero sufficienti, allora, l’impresa potrà utilizzare gli utili dei successivi esercizi per integrare la differenza.

    Aspetti fiscali

    La sospensione comporta un disallineamento tra i valori di bilancio e i valori fiscali. Infatti, ai fini fiscali, nonostante la mancata rilevazione in bilancio, l’ammortamento è deducibile sia ai fine IRES che ai fini IRAP (ovviamente nei secondo la normativa del TUIR). Dovrà ovviamente essere compilato il quadro RV della dichiarazione. Per altro questo comporterà la rilevazione di imposte differite che verranno “riassorbite” con l’ultimo anno di ammortamento civile (quello “dell’allungamento”), oppure con la cessione del bene (se avviene prima del termine del piano di ammortamento).

    Viene, infine, ammessa a possibilità per il Ministero delle Finanze di estendere questa misura anche agli esercizi successivi (in ragione all’evolversi della situazione economica), ovviamente con apposito decreto.

     
  • Caso di studio: fornitura di Infissi e tapparelle. Qual è l’aliquota iva applicabile?

    La circolare 15/E del 12/7/2018 dell’Agenzia delle Entrate, così come il parere n. 10 del 02/10/2020, ha stabilito che nel caso di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria (lettere a e b dell'art. 3 del DPR 380/2001) in edifici a prevalente destinazione abitativa, può essere applicata l'Iva al 10% sui beni diversi dagli infissi interni ed esterni, purché siano parti staccate dagli stessi ed abbiano "una propria autonomia funzionale rispetto al bene significativo (l'infisso)."

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